Lo Statuto

STATUTO ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE

TITOLO PRIMO

Costituzione – Denominazione – Sede – Durata - Scopi

Articolo 1

  1. E’ costituita, ai sensi del titolo IV dello statuto nazionale della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT), approvato con D.M. del 10/07/2013 e della cui approvazione è stata data comunicazione mediante avviso pubblicato sulla Gazzetta ufficiale della Repubblica Italiana – serie generale – n. 185 del 8/8/2013, quale struttura periferica della Lilt, l’Associazione di promozione sociale denominata: Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori – LILT – sezione provinciale di Imperia di seguito chiamata Sezione provinciale, come da autorizzazione della Sede Centrale del 25/11/2014 ai sensi della Legge 383/2000 e della legge regionale 6 dicembre 2012 n. 42.

 

Articolo 2

 

  1. La Sezione provinciale ha sede in Sanremo (IM) .
  2. Il Consiglio Direttivo provinciale potrà, con propria deliberazione, modificare l’indirizzo della sede con l’obbligo di comunicazione agli uffici competenti e potrà istituire delegazioni comunali o metropolitane, uffici secondari e/o strutture tecniche amministrative, nell’ambito territoriale provinciale.

Articolo 3

  1. L’associazione ha durata illimitata, fatta salva l’adozione, da parte del Consiglio direttivo nazionale della LILT, dei provvedimenti straordinari disciplinati dallo Statuto nazionale.

 

Articolo 4

 

  1. L’Associazione “Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori – Lilt Sezione provinciale di Imperia, è apartitica, non ha scopo di lucro, svolge attività di promozione e utilità sociale a favore di associati o di terzi nel pieno rispetto delle libertà e dignità degli associati, secondo i principi di democrazia ed uguaglianza ed ha come compito istituzionale primario la prevenzione oncologica.
  2. Le cariche associative e le prestazioni dei soci sono gratuite.
  3. Nell’ambito del territorio provinciale essa promuove ed attua le attività e le iniziative di cui all’art 2, commi 2 e 3, dello Statuto Nazionale della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori e cioè:
  1. La corretta informazione ed educazione alla salute e prevenzione oncologica;
  2. Le campagne di sensibilizzazione delle persone e degli organismi, pubblici e privati, che operano nell’ambito sociosanitario e ambientale;
  3. Le iniziative di formazione e di educazione alla prevenzione oncologica nelle scuole e nei luoghi di lavoro;
  4. La formazione e l’aggiornamento del personale socio-sanitario e dei volontari;
  5. La partecipazione dei cittadini e delle diverse componenti sociali alle attività della Lilt;
  6. Gli studi, l’innovazione e la ricerca in campo oncologico;
  7. Le attività di anticipazione diagnostica, l’assistenza psico-socio-sanitaria, la riabilitazione e l’assistenza domiciliare, anche attraverso le varie espressioni del volontariato, nel rispetto della normativa concernente le singole professioni sull’assistenza socio-sanitaria anche a favore di soci ed aspiranti tali senza controprestazioni onerose salvo il rimborso delle spese specifiche e generali correlate all’adozione ed al mantenimento di strutture, macchinari e personale destinati a tali attività, con la finalità della più ampia diffusione tra il pubblico della cultura della prevenzione oncologica, della conoscenza specifica delle tecniche di anticipazione diagnostica e di diagnosi precoce.

Inoltre, nel proseguimento degli scopi sociali, la Sezione collabora e si coordina con:

  1. Le amministrazioni, le istituzioni, gli enti e gli organismi nazionali, regionali e provinciali che operano nell’ambito socio-sanitario, ambientale e della prevenzione oncologica in particolare;
  2. Le istituzioni, gli enti e gli organismi che operano a livello internazionale in campo oncologico, nelle relative attività di studio, di innovazione e di ricerca;
  3. Le istituzioni scolastiche, i clubs, i sodalizi e le associazioni di servizio, le organizzazioni sindacali e imprenditoriali, le Forze Armate.

L’Associazione cura la raccolta del supporto economico pubblico e privato per il personale perseguimento degli scopi statutari e potrà inoltre aderire anche ad altri organismi di cui condivide finalità e metodi, collaborare con enti pubblici e privati al fine del conseguimento delle finalità statutarie, promuovere iniziative per raccolte occasionali di fondi al fine di reperire risorse finanziarie finalizzate solo ed esclusivamente al raggiungimento dell’oggetto sociale; effettuare attività commerciali e produttive, accessorie e strumentali ai fini istituzionali. L’Associazione prevede il divieto di svolgere attività diverse da quelle menzionate all’art. 10 lettera a) del decreto legislativo 4 dicembre 1997 n. 460.

 

TITOLO SECONDO

Categorie di soci e quota sociale

 

Articolo 5

 

  • La Sezione provinciale è formata dalle seguenti categorie di soci:
  • Ordinari
  • Sostenitori
  • Benemeriti
  • Onorari

 

  1. La classificazione delle suddette categorie di soci avviene secondo quanto previsto dall’art. 3 dello Statuto nazionale della LILT e precisamente:

–   ordinari le persone che, manifestando adesione agli scopi della LILT, versano la quota

     annuale;

  • sostenitori i soggetti che, concorrendo al supporto economico delle attività della LILT con un’oblazione annuale superiore a quella ordinaria, manifestino la volontà di essere iscritti;
  • benemeriti i soggetti che si siano particolarmente distinti in attività in favore della LILT;
  • onorari sono nominati dal Consiglio Direttivo tra coloro che svolgono opera particolarmente meritoria nel perseguimento degli scopi istituzionali.
  1. Possono diventare soci dell’Associazione le persone fisiche, le persone giuridiche pubbliche e private, gli Enti nonché le Associazioni non riconosciute. Sono ammessi a far parte dell’Associazione tutti coloro i quali, aderendo alle finalità istituzionali della stessa, intendano collaborare al loro raggiungimento ed accettino le regole adottate attraverso lo Statuto ed i Regolamenti. L’ammissione all’Associazione è deliberata dal Consiglio Direttivo su domanda scritta del richiedente nella quale questi è tenuto ad indicare le proprie complete generalità. Il rigetto della domanda di iscrizione deve essere comunicato per iscritto all’interessato specificandone i motivi.
  2. Il trattamento dei dati personali acquisiti all’atto dell’iscrizione, nonché nel corso del rapporto associativo è finalizzato all’instaurazione ed alla gestione del vincolo associativo; tali dati non possono essere comunicati o diffusi a terzi senza     espressa autorizzazione dell’interessato, fatte salve le comunicazioni richieste per gli adempimenti di legge e per la stipula di polizze assicurative. Il mantenimento della qualifica di socio è subordinato al pagamento della quota associativa annuale nei termini prescritti dall’assemblea.

Il socio si impegna a versare la quota associativa annuale nella misura fissata dal Consiglio Direttivo ed approvata dall’Assemblea nonché a rispettare i contenuti dello Statuto e dei regolamenti emanati.

- Non è ammessa l’adesione temporanea all’Associazione;

- la quota associativa non è trasmissibile e la stessa non è rivalutabile.

  1.  La Sezione provinciale è tenuta a comunicare il numero dei soci alla Sede Centrale della

 LILT.

  1.  I soci ricevono una tessera conforme al modello approvato dal Consiglio Direttivo

 nazionale con l’indicazione della Sezione provinciale di appartenenza.

 

Articolo 6

 

1.    Tutti i soci hanno diritto di voto ed hanno diritto di elettorato attivo e passivo così come disciplinato dagli artt. 9 e 11. Tutti  i soci hanno il diritto di informazione e di controllo secondo quanto previsto dalle leggi e dal presente Statuto. Il socio non potrà in alcun modo essere retribuito ma avrà diritto al solo rimborso delle spese effettivamente sostenute nello svolgimento dell’attività prestata, avvalendosi l’Associazione prevalentemente dell’attività resa in forma volontaria e gratuita dei propri aderenti al fine di perseguire gli scopi istituzionali. L’Associazione può, in caso di particolare necessità, assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo, anche ricorrendo ai propri associati.

Essi hanno, inoltre, il diritto di recedere, con preavviso scritto di almeno 8 giorni, dall’appartenenza all’Associazione.

Il comportamento del socio, verso gli altri aderenti e verso l’esterno dell’Associazione, deve essere animato da spirito di solidarietà ed improntato a principi di correttezza, buona fede, onestà, probità e rigore morale, nel rispetto del presente Statuto e delle linee programmatiche emanate.

2.    Ciascun socio ha diritto di esercitare un solo voto nelle riunioni dell’organo assembleare.

3.    La qualità di socio è personale e si perde:

-  automaticamente per:

a)         dimissioni;

c)         decesso

d)        esclusione

- previa delibera del Consiglio Direttivo approvata a maggioranza assoluta dei componenti e con voto segreto e ratificata dall’Assemblea e comunicata per iscritto all’interessato, per:

a)         indegnità;

b)        atti contrari agli interessi dell’Ente;

c)         mancato pagamento della quota associativa annuale;

I soci receduti e/o esclusi non possono richiedere la restituzione dei contributi versati né hanno alcun diritto sul patrimonio dell’Associazione.

 

TITOLO TERZO

Organi della Sezione

 

Articolo 7

 

1.    Sono organi dell’Associazione:

a.  l’Assemblea dei soci;

b.  il Consiglio Direttivo Provinciale (CDP);

c.  il Presidente provinciale;

d.  il Collegio dei Revisori dei Conti;

Tutte le cariche sociali sono elettive e gratuite.

 

Articolo 8

 

  1. L’Assemblea è organo sovrano ed è composta da tutti i soci.
  2. L’Assemblea viene convocata dal Presidente del Consiglio Direttivo provinciale, almeno una volta l’anno, entro il 28 febbraio, per l’approvazione del bilancio consuntivo. L’Assemblea viene convocata, inoltre, quando se ne ravvisi la necessità o  quando ne è fatta richiesta motivata da almeno un decimo degli associati. Nel caso del comma precedente qualora il Presidente non provveda alla convocazione entro 30 giorni , vi provvede un Commissario ad acta nominato dal Presidente nazionale.
  3.  L’Assemblea è presieduta dal Presidente in carica, in caso di sua assenza o di suo impedimento, dal Vice Presidente, ed in caso di assenza o di impedimento anche di quest’ultimo, dal Consigliere più anziano di età. Il Presidente dell’Assemblea nomina un Segretario e, qualora lo ritenga necessario, anche due scrutatori. Compete al Presidente dirigere il dibattito assembleare e scegliere il sistema di votazione nonché accertare il diritto di intervento dei soci.
  4. Le Assemblee, sia ordinarie che straordinarie, sono convocate mediante invito affisso nei locali della Sezione provinciale, con pubblicazione sul sito web o sul notiziario sezionale oppure su un organo di stampa a diffusione provinciale ovvero comunicato con qualsiasi altro mezzo ritenuto idoneo (fax, email, sms), almeno 15  giorni prima del giorno previsto.
  5. Nell’avviso di convocazione deve essere riportato il luogo ove si terrà l’Assemblea, la data e l’ora nonché l’ordine del giorno degli argomenti su cui è chiamata a deliberare l’Assemblea dei soci. L'avviso di convocazione può contenere la previsione di una seconda convocazione.
  6. Nelle assemblee per l’elezione degli organi sociali o per le modifiche da apportare all’atto costitutivo o allo statuto, la seconda convocazione si intende automaticamente fissata per la stessa ora del giorno successivo.
  7. In prima convocazione l’assemblea dei soci è regolarmente costituita con la presenza di almeno la metà più uno dei associati.
  8. In seconda convocazione l’Assemblea ordinaria e/o straordinaria è validamente costituita qualunque sia il numero degli  associati intervenuti.
  9. L’Assemblea delibera a maggioranza dei votanti.

 

Articolo 9

 

1. Hanno diritto ad intervenire all’Assemblea i soci iscritti nell’anno in corso e hanno diritto al voto i soci iscritti da almeno tre mesi dalla data delle elezioni, in regola con il versamento della quota associativa.

2. È consentita l’espressione del voto per delega. Ciascun socio può essere latore di massimo tre deleghe; gli deve essere conferita apposita delega scritta.

3. Nelle deliberazioni di approvazione del Bilancio e in quelle che riguardano la loro responsabilità, i consiglieri non hanno diritto al voto.

4. Per le votazioni si procede normalmente per alzata di mano. Per l’elezione delle cariche sociali si procede mediante il voto a scrutinio segreto su scheda.

5.  Le delibere sono immediatamente esecutive.

 

Articolo 10

 

1. L’Assemblea può essere costituita in forma ordinaria e straordinaria. E’ straordinaria quella convocata per la modifica dello statuto e lo scioglimento dell’associazione. E’ ordinaria in tutti gli altri casi.

2. L’Assemblea ordinaria ha i seguenti compiti:

• elegge i componenti del CDP e del Collegio provinciale dei Revisori

• discute ed approva il bilancio consuntivo proposto dal CDP accompagnato dalla relazione del Collegio provinciale dei Revisori;

• definisce il programma generale annuale di attività;

• discute e approva gli eventuali regolamenti predisposti dal Consiglio Direttivo  per il funzionamento dell’Associazione;

• delibera sulle responsabilità dei consiglieri;

• decide sulla decadenza dei soci ai sensi dell’art. 6;

• discute e decide su tutti gli argomenti posti all’Ordine del Giorno.

 

  1. Un regolamento esecutivo, deliberato dal CDP, stabilisce procedure e modalità delle operazioni elettorali, prevedendo altresì l’incompatibilità per i parenti o gli affini entro il quarto grado di ricoprire contestualmente le cariche sociali. Le elezioni sono indette dal CDP uscente almeno 30 giorni prima della scadenza del mandato. La Sezione provinciale, nella costituzione dei propri organi sociali, favorisce l’attuazione del principio di pari opportunità tra uomini e donne.
  2. Le discussioni e le deliberazioni dell’Assemblea ordinaria e straordinaria sono riassunte in un verbale, redatto dal Segretario o da un componente dell’Assemblea appositamente nominato. Il verbale è sottoscritto dal Presidente e dall’estensore ed è trascritto su apposito registro, conservato a cura del Segretario nella sede dell’Associazione. Ogni socio ha diritto a consultare i verbali delle sedute e chiederne copia.

 

Articolo 11

1. Il Consiglio Direttivo è composto da 5 membri, nominati dall’Assemblea; esso dura in carica 5 esercizi e i suoi componenti non possono essere rieletti per più di 2 mandati consecutivi. Possono essere eletti componenti del CDP i soci iscritti da almeno 12 mesi dalla data delle elezioni.

2. Il Consiglio Direttivo è convocato in seduta ordinaria almeno 2 volte l’anno e, in seduta straordinaria, ogni volta che il Presidente provinciale o la maggioranza del Consiglio o ancora il Collegio dei Revisori dei Conti ritengano che vi sia materia su cui deliberare.

3. La convocazione è fatta a mezzo avviso scritto inviato a mano o per posta, a mezzo telefax o posta elettronica o qualsiasi altro mezzo idoneo che ne garantisca l’avvenuta ricevuta (es. sms, mms, etc) almeno 7 giorni prima della riunione. In caso di urgenza la convocazione può essere ridotta a 2 giorni per mezzo di posta elettronica. La presenza di tutti i consiglieri sana qualsiasi irregolarità formale della convocazione.

Le riunioni sono valide quando vi interviene la maggioranza dei consiglieri.

4. Le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta dei presenti. Le votazioni sono palesi tranne nei casi di nomine o comunque riguardanti  le persone. In caso di parità di voti prevale il voto del Presidente provinciale.

Il CDP è presieduto dal Presidente e, in caso di sua assenza, è presieduto dal vice Presidente. In caso di assenza di entrambi, il CDP è presieduto dal consigliere più anziano di età.

Di ciascuna riunione viene redatto, su apposito registro, il relativo verbale, numerato progressivamente, che viene sottoscritto dal Presidente provinciale e dal Segretario.

In caso venga a mancare in modo irreversibile uno o più consiglieri, il Consiglio Direttivo provvede alla surroga attingendo alla graduatoria dei primi dei non eletti. Allorché questa fosse esaurita, indice elezioni suppletive per i membri da sostituire.

Se la maggioranza dei componenti eletti del CDP cessa dalla carica, si dovrà procedere al rinnovo dell’intero organo.

 

Articolo 12

 

  1. Il Consiglio Direttivo è investito dei più ampi poteri per il compimento di tutti gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione, utili o necessari per il raggiungimento degli scopi  statutari. A tal fine:

• elegge fra i propri componenti il Presidente e il Vice Presidente e li revoca;

• può delegare su proposta del Presidente uno o più dei suoi componenti per determinati compiti esecutivi o programmi;

• attua tutti gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione;

• cura l’esecuzione dei deliberati dell’Assemblea;

• predispone all’Assemblea il programma annuale di attività;

• presenta annualmente all’Assemblea per l’approvazione: la relazione, il Bilancio Consuntivo da cui devono risultare i beni, i contributi, i lasciti ricevuti e le spese per capitoli e voci analitiche;

• conferisce procure generali e speciali;

• instaura rapporti di lavoro, fissandone mansioni, qualifiche e retribuzioni;

• propone all’Assemblea i Regolamenti per il funzionamento dell’Associazione e degli organi sociali;

• riceve, accetta o respinge le domande di adesione di nuovi soci; 

• ratifica e respinge i provvedimenti d’urgenza adottati dal Presidente;

• delibera in ordine all’esclusione dei soci come da art. 6.   

 

Articolo 13

 

1. Il Presidente, eletto dal CDP tra i propri componenti,  è il legale rappresentante dell’Associazione e ha l’uso della firma sociale. Dura in carica quanto il Consiglio Direttivo. E’ autorizzato a riscuotere pagamenti di ogni natura e a qualsiasi titolo e a rilasciarne quietanza.

     Ha facoltà di nominare avvocati e procuratori nelle liti riguardanti l’Associazione davanti a qualsiasi autorità giudiziaria e amministrativa in qualsiasi grado e giudizio.

Può delegare parte dei suoi poteri ad altri consiglieri o soci con procura  generale o speciale. In caso di assenza o impedimento le sue mansioni sono esercitate dal Vice Presidente.

In casi di oggettiva necessità può adottare provvedimenti d’urgenza sottoponendoli alla ratifica del Consiglio Direttivo. 

2. Il Presidente provinciale invia alla Sede Centrale il bilancio di esercizio approvato dal CDP e dal Collegio dei Revisori dei Conti entro il 28 febbraio dell’anno successivo e il bilancio preventivo con allegato il programma delle attività entro il 30 settembre dell’anno precedente, pena i consequenziali provvedimenti da parte della Sede Centrale.

    

 

Articolo 14

    

1. Il Collegio dei Revisori dei conti è organo di controllo amministrativo-finanziario.

     Esso è formato da tre membri nominati dall’Assemblea dei soci tra:

  • iscritti al Registro dei Revisori contabili
  • persone di comprovata competenza e professionalità, non necessariamente aderenti all’Associazione
  •  Il Collegio rimane in carica per lo stesso tempo del Consiglio Direttivo ed è rieleggibile
  • Il Collegio provinciale dei Revisori elegge nel proprio seno il Presidente
  • Le riunioni del Collegio sono valide con la presenza di almeno due dei suoi componenti
  • Le decisioni sono assunte con il voto favorevole di almeno due componenti

 

2. .  Il Collegio dei Revisori, almeno trimestralmente, verifica la regolare tenuta delle scritture contabili e lo stato di cassa dell’Associazione. Verifica i bilanci consuntivo e preventivo e presenta all’Assemblea dei soci una relazione scritta relativamente ad essi.

Delle proprie riunioni il Collegio dei Revisori redige verbale da trascrivere in apposito libro.

    

TITOLO QUARTO

Patrimonio – Gestione finanziaria

 

Articolo 15

 

  1. La Sezione  Provinciale provvede agli scopi statutari :

a) quote associative e contributi degli associati, nell’entità stabilita annualmente dal Consiglio Direttivo e approvata dall’Assemblea;

b) contributi di privati, dello Stato, di Enti, di Organismi internazionali, di Istituzioni pubbliche e della Sede Centrale della LILT  finalizzati al sostegno di specifiche e documentate attività o progetti realizzati nell’ambito dei fini statutari;

c) donazioni e lasciti testamentari;

d) entrate  derivanti da prestazioni di servizi  convenzionati;

e) proventi delle cessioni di beni e servizi agli associati e a terzi, anche attraverso lo svolgimento di attività economiche di natura commerciale, artigianale e agricola svolte in maniera ausiliaria e sussidiaria e comunque finalizzate al raggiungimento degli obiettivi istituzionali;

f) entrate derivanti da iniziative promozionali finalizzate al proprio finanziamento quali feste e sottoscrizioni anche a premi;

g) con le rendite del proprio patrimonio mobiliare ed immobiliare;

h) ogni altra entrata compatibile con le finalità dell’ associazionismo di promozione sociale.

I proventi delle varie attività non possono, in nessun caso, essere divisi fra gli associati, anche in forme indirette. Un eventuale avanzo di gestione dovrà essere reinvestito a favore di attività istituzionali statutariamente previste.

 

Articolo 16

 

1. L’esercizio sociale decorre dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni  anno.

Per ogni esercizio finanziario devono essere compilati il bilancio d’esercizio con annesso lo stato patrimoniale, il conto economico e la nota integrativa ed il bilancio preventivo con il programma di attività che dovranno essere preventivamente approvati dal Collegio dei Revisori dei Conti per le proprie determinazioni ed eventuali osservazioni e dall’Assemblea dei Soci.

Articolo 17

 

1. Il patrimonio sociale è costituito da:

a) beni immobili e mobili;

b) azioni, obbligazioni ed altri titoli pubblici e privati;

c) donazioni, lasciti o successioni;

d) altri accantonamenti e disponibilità patrimoniali.

2. Il patrimonio sociale deve essere utilizzato, secondo le leggi vigenti, nel modo più opportuno per il conseguimento delle finalità dell’Associazione.

L’associazione ha l'obbligo di impiegare gli utili o gli avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse. È fatto assoluto divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell'associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge.

L’Associazione è tenuta a conservare, per almeno 3 anni, la documentazione, con l’indicazione dei soggetti eroganti, relativa alle risorse economiche derivanti da: eredità, donazioni e legati, contributi dello Stato, delle Regioni, di Enti locali, di Enti o Istituzioni pubblici, anche finalizzati al sostegno di specifici e documentati programmi realizzati nell’ambito dei fini statutari, contributi dell’Unione europea e di Organismi internazionali, entrate derivanti dalla prestazione di servizi convenzionati.

L’Associazione è, inoltre, tenuta a conservare per lo stesso periodo, la documentazione riguardante le erogazioni liberali di associati e di terzi, se finalizzate alle detrazioni d’imposta e alle deduzioni di reddito imponibile.

 

Articolo 18

 

1. L’Associazione ha patrimonio proprio, distinto da quello della LILT Nazionale, opera in completa autonomia contabile, amministrativa e gestionale e risponde solo con il proprio patrimonio di tutte le obbligazioni inerenti i rapporti da essa instaurate.

2. La Sezione Provinciale versa alla Sede Centrale il contributo annuale determinato dal Consiglio Direttivo Nazionale della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori.

3. La Sezione Provinciale contribuisce, in rapporto ai propri mezzi, alla realizzazione di singoli programmi di rilevanza nazionale e regionale, secondo criteri e modalità stabiliti di concerto con la Sede Centrale della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori.

    

Articolo 19

  1. La deliberazione di scioglimento dell’Associazione è assunta dall’Assemblea in convocazione straordinaria con il voto favorevole di almeno tre quarti dei soci. L’Assemblea che delibera lo scioglimento dell’Associazione, nomina uno o più liquidatori.
  2. In caso di scioglimento, il patrimonio dell’Associazione, dedotte le passività, verrà devoluto ad altra Sezione provinciale della Lilt operante nella Regione, o alla Sede Centrale della Lilt, o ad altro Ente che persegua eguali finalità, salvo diversa destinazione imposta dalla legge.
  3. Nel caso il Consiglio Direttivo nazionale constati una delle violazioni previste dall’art. 23 dello Statuto nazionale e venga di conseguenza nominato un Commissario Straordinario della Sezione provinciale, s’intendono decaduti di diritto gli Organi sociali ad eccezione del Collegio provinciale dei Revisori.
  4. Tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione dell’Associazione spettano al Commissario Straordinario, che, entro il termine massimo di 6 mesi, prorogabile con debita motivazione di altri 6, deve provvedere all’insediamento del nuovo CDP.

Nel caso in cui il Consiglio Direttivo Nazionale della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori deliberi lo scioglimento della Sezione Provinciale, è sciolta di diritto anche l’Associazione e provvede alla liquidazione l’Organo nominato dal predetto Consiglio Direttivo Nazionale della LILT che provvederà alla devoluzione del patrimonio, dedotte le passività, ad altra Sezione provinciale della LILT operante nella Regione, o alla sede Centrale della Lilt, o ad altro Ente che persegua eguali finalità, salvo diversa destinazione imposta dalla legge.

 

    

Articolo 20

 

1. Il presente Statuto deve essere osservato come atto fondamentale dell’Associazione. Per quanto non vi viene espressamente previsto si fa riferimento al Codice Civile, alla L. 383/2000 e alle vigenti disposizioni legislative  in materia.

 

Sanremo 9 dicembre 2014