
C’è qualcosa di profondamente terapeutico nel sapere che il teatro del Casinò di Sanremo, ieri sera sia rimasto letteralmente stregato dalle “Note Libere”.
Ragazzi, giovanissimi, uniti in un’orchestra che ha preso per mano il pubblico e lo ha accompagnato in un viaggio nel tempo: da Mozart fino ai giorni nostri.
Ma la magia vera non stava solo nella precisione di un archetto o nella purezza di un accordo. Stava nel motivo per cui quei ragazzi erano lì, sul palco, a sudare sotto i riflettori: un concerto a favore della LILT, la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori.
Siamo così abituati a sfogliare le cronache quotidiane e a trovarci sommersi dal racconto del “disastro teen”. Leggiamo di rissa fuori dalle discoteche, di sguardi persi dentro lo schermo di uno smartphone, di una noia liquida che a volte si trasforma in violenza gratuita.
Finisce che ci convinciamo che i nostri ragazzi siano tutti così: una generazione distratta, cinica, ripiegata su se stessa. È il grande inganno del rumore: fa sempre più baccano un albero che cade di una foresta che cresce.
Poi, però, arriva una sera di maggio a Sanremo. E vedi la foresta.
Vedi questi ragazzi che non solo possiedono un talento — dono che da solo sarebbe già straordinario — ma scelgono di non tenerselo stretto, di non usarlo solo come specchio per il proprio ego.
Decidono di offrirlo.
Di metterlo a servizio del volontariato, di chi soffre, di una causa più grande di loro.
C’è una purezza disarmante in questa generosità.
Quando il talento incontra l’altruismo, succede qualcosa che somiglia molto alla definizione di “parte buona del mondo”.
Questi giovani musicisti ci ricordano che l’adolescenza non è solo l’età dei conflitti, ma è soprattutto l’età degli ideali.
Spetta a noi adulti smettere di guardarli con il filtro del pregiudizio e iniziare a valorizzare la luce che sanno emanare.
Ieri sera le “Note Libere” non hanno solo eseguito della splendida musica. Hanno accordato i nostri cuori sulla frequenza della speranza, dimostrando che quando ai ragazzi si offre un palcoscenico di senso e di bellezza, la loro risposta è sempre una sinfonia d’amore.
A tutto questo si aggiunge il ringraziamento a chi questo ha reso possibile: il Lions Club di Sanremo, il Casino Municipale che ha offerto la sala, il pubblico e i volontari che sempre si prodigano per quello in cui credono.







